postille essere & fare

di emmequ

Essere & fare...

Parlando dopo una conferenza con un gruppo attardatosi ai commenti, e poiché avevo ricordato Vico, mi scappa di dire − sulla scorta di un suo celebre pensiero − l'uomo è ciò che fa.Una delle compagne presenti (o forse soltanto un'amica) si mostra stupita, quasi scandalizzata. Ma no, dice: l'uomo è quel che è!

Rimango interdetto: in realtà non intendo. Ho difficoltà a comprendere l'esistenza di un ente − non dirò un ente supremo ma un semplice, perfinoun qualsiasi animale e dunque specialmente l'animal grazioso e benigno −, che sia quel che è se non nelle sue relazioni con la natura e con gli altri viventi, e dunque col fare che tali intricate relazioni comportano.

Ecco, in realtà, dico allora, Vico sintetizza così uno dei principi della sua Nuova scienza: verum ipsum factum, dice: il vero è il fatto stesso. Il quale pensiero mi sorregge nel dirmi: tu sei ciò che fai.

La compagna (una prof di storia, saprò poi con meraviglia) non è convinta, ma lascia cadere.

Non invece un'altra delle giovani donne presenti, la quale parla ora lei: Ma tu, Daria, sai ciò che sei? E come lo sai? E come misuri te stessa?

Non abbiamo altro metro in realtà, nessun'altra pietra di paragone per dare seguito a quel gnōthi sautón, nosce te ipsum, se non ciò che facciamo nella e della nostra vita.

Dunque verum ipsum factum, il vero è il fatto stesso. Ma c'è stato, succedaneo e derivato del pensiero unico, il pensiero debole e il postmoderno, e cioè l'assiomatica supremazia della interpretazione sui fatti, e «il mondo vero è diventato una favola, anzi un reality» (Ferraris, 2011)... C'è stato e vinse.