mario quattrucci

quattro per i saluti

stenta a prendere forma la parvenza

di un pensiero che sia.

di un progetto o un intento poi neppure

un barlume o un ossia.

come va? cosa fai? da quanto tempo...

faceva un freddo cane mi ricordo

come fossimo in Russia

la fontana di Piazza Campidoglio

era gelata si doveva stare

attenti al ghiaccio sul selciato.

dopo la libreria proprio sul portone

ecco il Segretario: era senza cappello

paltò lungo grigio sotto certamente

lo spinato Vittadello a un solo petto.

mi salutò cordiale come va? cosa fai?

Segretario... risposi... tu stai bene?

sì disse e io chiesi

ce la faremo Segretario? io chiesi

lui rispose forse forse ce la faremo.

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a nasconderla nemmeno si riesce.

la paura intendo.

o forse soltanto lo sgomento...

dove porta quella donna il cane?

da dove ritorna colui che sta scendendo

dal bus 85 o l'uomo

che esce dalla metro?

e dove vanno? chi li aspetta? di cosa

parleranno fra mezz'ora o quando

con quelli che li attendono e forse

non ci sono o non sanno?

c'è un frastuono di voci e di rumori

(insulso ossessionante) nella via

nei locali e perfino sui tram una genia

di fantasmi che urlano e li ascolta

il vuoto dei cuori delle menti.

e c'è una gran penuria di parole

che cadano tra noi tra voi leggere.

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anche voltarmi indietro

è un dispendio eccessivo

d'energie che non ho:

un atto insopportabile che sa

già troppo di un addio.

eppure è il solo

movimento che ancora

seppure con dolore mi riesca.

guardare avanti invece

sapere dove porre il passo

sforzarmi di conoscere prima

dove termina il breve marciapiede

venti metri più in là...

quello credimi è inchiesta

di alcuna utilità

irragionevole e dubbia

(e anche un po' crudele)

di un dover-essere che adesso

mi rifiuta e nega

ogni e qualunque paternità.

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la luna è nel pozzo e luce non dà

e nemmeno, lo sai, l'hai imprigionata.

un'immane catastrofe ruota sul filo

dei tuoi poveri giorni:

se n'è andata per sempre sei solo sei qua.

la verità non ci azzurra i meandri

di quello che è stato e che è:

rimarranno nel loro segreto i segreti

misfatti: tu piangi per lei ti commiseri

ridono invece al sole di luglio

(di questo ennesimo luglio)

vivi e beffardi i bugiardi coi loro

misfatti e segreti:

ridono (sai) del tuo minimo umano

segreto dolore.