madimmete!

di Marco Palladini

Wir sind das Volk! ... così parla la schiera degli uomini di pietra

che è diventata oggi il popolo liquido, disciolto nell'acido dell'antideologia

Wir sind das Volk! ... ma chi fingono di essere i neonazisti o neon-nazisti?

Se c'era un tempo la Volksgemeinschaft, adesso dove sta l'architrave della nostra vita?

Hai voglia ad abbandonarti ad ascoltare la terza sinfonia di Beethoven, detta 'Eroica'...

È come dire: io voglio come minimo l'Esarcato! ... un mero anacronismo ovvero

una 'poveracciata' mentre il Weltgeist procede ganzo e gonzo lungo le piste dell'entropia...

Wir sind das Volk! ... Madavvero! ... Madimmete!

Sì, i vecchi ragazzi della band erano in giro a suonare sempre la stessa merda Soul...

E lui strepitava sarcastico: ma l'animaccia vostra quanto siete animosi! ...

I teppistelli del rione usavano eteronimi per chiamarsi tra di loro - nando zombie,

giggi volpe, peppe gallo, mimì zecca, sasà biscia, richetto porko...

parfois, si allontanavano, annunciavano che andavano a farsi una vacanziella

in quel di Ponza perché non c'erano mai stati... ma neppure quella volta

sarebbero mai arrivati... dietro la selvaggeria, c'era tanta mosceria...

gli sboroni della band suonavano come scartine, poi trangugiavano vodka tonic

e la 'mosica' si animava e diventava musica figa... Madavvero! ... Madimmete!

Lì c'è il Mons Sacer dove io lo nacqui e che oggi tutto si può dire

meno che non sia un locus assolutamente sacrilego... Città-Giardino

senza più un giardino... il verde che è un ricordo al pari del movement dei Verdi

inghiottito nelle spirali del secolo ventuno... lì veniva a trovarci la zia Tilde,

diminutivo non ho mai saputo se di Clotilde o di Matilde, che amava molto

giuocare a poker... lì montesacramentava la plebe romantiqua e scioperata...

lì peralbeggiava il piccino che rideva e se la filava e giuocava a palla (dini?) ...

e poi lì vicino cantava pure il Rino Gaetano... Madavvero! ... Madimmete!


Non abbiamo attraversato il confine, è il confine che ci ha attraversato...

così arrivammo muti alla meta, dove ci aspettavano arcigne le Moire...

noi non volevamo ascoltare la lingua bifida e velenosa dei bipedi serpenti...

il paradosso era incontrare dei navigati naviganti affetti da talassofobia...

il gradiente della funzione felicità non lo scovavi certo continuando

a rannicchiarti in posizione fetale... il bestiario più bestiale abitava in periferia

nei casermoni penitenziali color mattone che si vedevano dalla complanare...

alla fine ci si ritirava in collina per un siesteggiare callido e assorto o assertivo

di brame liminari e di turbamenti leggendari... Madavvero! ... Madimmete!

Gli studenti protestavano: il rettore? È un miserabile retore! ... un uomo,

anzi un ometto che decideva generalmente di non decidere e le rare volte

che prendeva una decisione, questa si rivelava puntualmente sballata

e gli si ritorceva contro... insomma, un disastro psico-antropico...

del resto, pure gli studenti che tumultuavano non eccellevano nell'arte pensiva...

non andavano molto più in là dei piccoli politicanti che blateravano

concettualità banali e con prosopopea ripetevano "sconfiggeremo il principale

esponente dello schieramento avversario"... Madavvero! ... Madimmete!

Era certamente lei l'ospite ingrata... quella che si era imbucata nel laboratorio

di arte-terapia e contestava tutto e tutti e noi si deplorava: ma che ti prende?

Ma statti calma! Calma un corno, ribatteva, se sento l'aria putrida dell'Ovest

e il vento malefico del Sud alitarmi attorno... Era sicuramente lei la donna

che faceva la splendida e la stilosa, ma poi si è gettata a corpo morto nel fiume

ed è stata salvata da due immigrati polacchi... anche se dopo lei non rammentava

nulla, non sapeva spiegare come era arrivata là... ricordava soltanto un barbone

che canterellava "'o sole mio sta 'n fronte a te... 'o sole mio... olè, olè, olè,

olimortè"... Madavvero! ... Madimmete!

C'è bisogno di fermare il tempo dentro di sé per rimanere bambini per sempre...

È la lezione di Peter Pan o del ragazzo Oskar Matzerath del Tamburo di latta di Grass...

Più facile a dirsi che a farsi... Child in Time dai Deep Purple a Ian McEwan...

La vita si sgrana come un susseguirsi di buchi neri... il tempo si sfilaccia e vengono

avanti gli ameboidi filanti e non filantropi... la crisi non concede illusioni nemmeno

agli eterni bambini o bambinoni... la poeta lunatica che frequenta sulla costa

i beach-bar e i localini trendy li osserva sorniona e sorride chissà perché...

chissà cosa vede nella loro deriva perduta... forse una luce come un avatar,

diversa, inversa, perversa, capace di illuminarci sulle sorgenti del disordine...

Madavvero! ... Madimmete!

Possedevano il genio malato del vendicatore, perciò si infiltravano,

travestiti da musicisti jazz, nei resort di superlusso, nelle residenze di e per ricchi

e ricchissimi, con il chiaro sproposito di fare strage e strame di codesta tipologia

humana, generata dal corrente capitalismo di rapina... tra la borghesia dello spirito

e il proletariato della carne si sceglieva la prassi del vivere in controtempo

che non è difficile, di più, molto di più... forse è veramente urgente dimettersi

da se stessi... Madavvero! ... Madimmete! ... Madeche?

Marco Palladini    

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