la settimana enigmatica

di Riccardo Cochetti

Con il ricattatorio scopo di ottenere un ancor maggiore sostegno da parte dell'Italia, lo scaltro Primo Ministro di Tripoli Al Serraj ha preannunciato che ci sarebbero almeno 800.000 persone pronte a lasciare la Libia per l'Italia a causa del conflitto armato lì in corso, un numero che tuttavia non dovrebbe suscitare una soverchia sorpresa in un paese come il nostro, abbandonato nell'ultimo anno da ben 300.000 connazionali soltanto a causa della subdola e non dichiarata guerra da tempo in corso contro giovani, lavoratori e pensionati. Il Vicepremier locale, che per loro fortuna è almeno uno solo, ha aggiunto che tra costoro ci sarebbero addirittura 400 terroristi dell'Isis, agevolando a dismisura la parossistica coazione di Salvini a blindare i nostri confini: la sua ennesima intimazione ministeriale, volta a bloccare eventuali ulteriori iniziative di soccorso in mare, per errore o più credibilmente per impudente ingerenza è stata inoltrata anche ai vertici militari, e la Ministra della Difesa, parlando al riguardo più che opportunamente di vaneggiamenti, si è immediatamente guadagnata una meritatissima lode in aggiunta al suo cognome.

Con pari protervia e ormai preda di un purtroppo non adeguatamente contrastato delirio d'onnipotenza, Salvini ha pure ritenuto di poter commissariare i Sindaci, che Di Maio gli ha opportunamente ricordato amministrano le città per democratica scelta dei cittadini, grazie ad una direttiva ministeriale che consentirebbe ai Prefetti di sostituirsi ai Primi cittadini laddove ritengano che questi non stiano utilizzando al meglio, per garantire l'ordine ed il decoro urbano, i disumani strumenti previsti dal Decreto sicurezza: il Sindaco maggiormente sotto il costante tiro di Salvini, neanche fosse diventato un collaboratore de L'Espresso, rimane comunque in questo periodo quello di Roma, piazza che il leghista si illude di poter espugnare quanto prima, magari accontentandosi di affidarla alla Meloni, che almeno non gli rinfaccerebbe come fa pressoché quotidianamente la Raggi l'indifferenza indegnamente riservata all'occupazione di un centralissimo edificio pubblico della Capitale da parte dei fascisti di CasaPound.

Salvini e Di Maio si sono invece trovati coesi nell'attaccare il Ministro dell'economia Tria, reo di aver confermato in Parlamento come il Def appena approvato da Lega e 5Stelle preveda espressamente che, in assenza di cambiamenti al momento non ipotizzabili, l'IVA non potrà prossimamente che aumentare: prova evidentemente secondo alcuni che i due compari mantengono ben vivo l'inconfessabile retropensiero che in autunno sarà invece possibile disattivare le clausole di salvaguardia sull'IVA limitandosi a lasciar balzare il deficit dal 2,1 al 3,4% nel 2020, fidando presumibilmente con un soverchiante eccesso di fiducia nella benevolenza di un'Unione europea che, grazie secondo loro all'esito delle elezioni, si dovrebbe dimostrare a differenza del passato completamente aliena dall'applicazione delle procedure d'infrazione.

Potrebbe esserci invece di che stupirsi nel venire a sapere che c'è voluta addirittura la Cassazione per impedire che i boss detenuti in regime di 41-bis, quello che consente esclusivamente un colloquio di un'ora al mese in uditorio, sorvegliato e registrato, utilizzassero invece addirittura Skype per effettuare videochiamate tra loro, come incredibilmente autorizzato dal Tribunale di sorveglianza di Sassari: si tratta però fortunatamente a ben vedere di un'ennesima conferma che è comunque da ritenere massimamente opportuno che ci sia sempre qualcuno in grado di sorvegliare anche il sorvegliante.

Nell'ultima seduta plenaria di Strasburgo disponibile in calendario prima delle elezioni di fine maggio, il Parlamento europeo ha apportato al proprio regolamento una modifica relativa alla formazione dei gruppi, che d'ora in avanti impedirà la nascita di eterogenei affratellamenti volti soltanto ad ottenere più fondi e maggior peso nel consesso sovranazionale, richiedendo a partiti e movimenti che intendono allearsi di dichiarare di avere quanto meno eguali affinità ed orientamenti politici: in ogni caso, poiché solo in occasione di questa innovazione, che taluni considerano antidemocratica ed altri semplicemente di buon senso, sembra essersi scoperto che la precedente regola consentiva la formazione di un gruppo parlamentare con il solo requisito di raccogliere almeno 25 eurodeputati di 7 diverse nazioni, parecchi hanno potuto improvvisamente trovare una giustificazione all'altrimenti incomprensibile sfrenato attivismo di Di Maio nei confronti dei leader dei più improbabili raggruppamenti politici esistenti nel continente.

Rinviata intanto a giudizio con l'accusa di falsa testimonianza la deputata del PD Micaela Campana, che nel giugno del 2016, ascoltata niente meno che come testimone della difesa di Salvatore Buzzi nel processo su Mafia Capitale, per ben 39 volte ritenne opportuno fare ricorso alla frase "non ricordo", incurante peraltro della circostanza che la sua appartenenza alla Commissione giustizia della Camera avrebbe forse dovuto farla essere ben cosciente dell'obbligo gravante sul teste di dire la verità: qualcuno potrebbe tuttavia addirittura spingersi

a pensare che lei non avesse la minima intenzione di dover condividere le sorti giudiziarie del compagno di partito Daniele Ozzimo, suo ex marito nonché ex Assessore alla casa nella giunta di Marino, che, avendo in quella stessa sede prescelto una condotta processuale del tutto differente, avrebbe rimediato una condanna, resa ormai definitiva dalla Cassazione, a due anni e mezzo per corruzione.

La Governatrice PD della Regione Umbria si è invece infine dimessa, e probabilmente solo grazie a pressanti sollecitazioni private del neosegretario Zingaretti, che pubblicamente si era invece sobriamente limitato a chiederle un gesto di responsabilità: in effetti, non sono affatto pochi coloro che la ritengono responsabile del fatto che, come scrive la Procura di Perugia, nessun concorso finalizzato alla selezione del personale dell'Azienda ospedaliera di Perugia è risultato regolare, compreso addirittura uno riservato ai disabili. La Marini, rivolgendo al suo stesso partito quelle accuse di giustizialismo e maschilismo che secondo lei avrebbero dovuto renderla meno odiosa di una che avrebbe avuto parecchio a che fare con le raccomandazioni nella Sanità, ha comunque ribadito di considerarsi una persona perbene, e bisognerà dunque pazientemente e garantisticamente attendere la sentenza per capire con quale livello di sfacciataggine oppure di interiorizzazione dell'illecito come normalità alcuni ritengano di potersi considerare tali.

Nel frattempo, anche il Sottosegretario leghista del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Armando Siri è risultato indagato per corruzione, anche se, acclarato il suo passato nel Psi ed in Mediaset, la cosa che sembra aver maggiormente stupito i più è come possa aver ottenuto quell'incarico avendo già sulle spalle un patteggiamento per un anno e otto mesi di pena per bancarotta fraudolenta: l'accusa di questi giorni riguarda invece una tangente a fronte della sua incessante attività, come definita dagli inquirenti, volta a far approvare un emendamento a favore del business nel settore eolico di un prestanome del boss mafioso Matteo Messina Denaro, un nome di battesimo che recentemente sembra ormai ricorrente, sia pure per mera coincidenza, in plurime disgrazie italiche. Il corruttore Paolo Arata, che avrebbe addirittura aiutato Siri ed il di lui staff a redigere il testo dei provvedimenti di suo interesse, parlandone al proprio socio occulto lo aveva addirittura descritto come il suo uomo, e di fronte ad un'intercettazione del genere la più onorevole via d'uscita per il leghista potrebbe dunque risultare quella di asserire l'esistenza di una relazione sessuale tra loro. Tra l'altro, un finora sotterraneo ma forte legame tra la famiglia Arata e la Lega, che sarebbe probabilmente interessante approfondire, risulterebbe anche dall'assunzione del figlio Federico a Palazzo Chigi da parte di Giancarlo Giorgetti, il potente Sottosegretario alla Presidenza. Nella circostanza qualcuno ha fatto peraltro osservare come non poteva non risultare di pubblico dominio che Siri fosse ormai da tempo diventato famosissimo per la sua proverbiale disponibilità, se è vero come è vero che chiunque gli si rivolge si sente chiedere: "Come posso aiutarti?"

In ogni caso, per non correre il rischio di venire accusata di praticare l'odiosa pratica dei due pesi e delle due misure addirittura tra i propri Sottosegretari, la Lega non ha potuto che provvedere tempestivamente a far nominare quello al Ministero dell'economia, l'onorevole Garavaglia, Commissario per la revisione della spesa pubblica, potendo vantare anche lui un processo in corso per turbativa d'asta ed una richiesta da parte del Pm di Milano di una condanna a due anni. C'è ovviamente chi ha ritenuto tale nomina la peggiore possibile, ma alcuni, processo a parte, la ritengono una critica francamente eccessiva, considerato che il secondo nominativo prescelto dal Consiglio dei Ministri per l'incarico è stato quello dell'indefinibile 5Stelle Laura Castelli.

A quella che sarebbe dovuta apparire a chiunque come un'ovvia richiesta di doverosissime dimissioni di Siri avanzata dal Movimento 5Stelle, ha replicato a nome della Lega il suo pessimo social media manager, come oggi viene definito anche chiunque come appunto tale Luca Morisi impesti quotidianamente la rete di stoltaggini per conto terzi: premesso che a differenza di quando Bossi parlò di fucili caldi e di 300.000 martiri leghisti pronti a battersi sembrerebbe non poter godere neppure della giustificazione dell'intervenuto ictus, costui ha rispolverato una foto di Salvini che imbraccia maldestramente un mitra in occasione di una visita di sei mesi fa al Centro Polifunzionale della Polizia di Roma in occasione dei 40 anni dei Nocs ed ha pensato, se il verbo non lo offende, di corredarla di un post in cui definisce fango le accuse rivolte a Siri, delirando miseramente nel segnalare che loro si farebbero per tutta risposta trovare armati e dotati di elmetto. Ovviamente la penosa sortita ha suscitato un vasto quanto eccessivo scalpore, tanto che qualcuno ha notato l'assenza al riguardo del commento più risolutivo e calibrato, quello cioè che piuttosto che l'elmetto sulle loro teste risulterebbe molto più adeguato calzare un profilattico.