in piazza con i sindacati

di Benedetto Tudino

Perché ho voluto essere oggi in piazza? 

Perché non voglio partecipare al crimine del tutto già pensato, tutto già progettato e tutto già costruito da non si sa quale entità, che dopo aver preso il nostro passato e riso del nostro presente ha anche deciso per noi quali, quante e come debbano essere le nostre giornate future.

Non fanno altro che dire cose risapute:
"Noi faremo... noi saremo... noi avremo... noi daremo..."
Ma per favore, non parlassero per me.
A me fanno paura le cose precostituite e indubitabili. Io non so cosa significhino e mi fanno paura tutte le consapevolezze, tutte le certezze, tutte le evidenze, tutte le verità indiscutibili.
Mi fa paura soprattutto pensare che ci possano essere persone sempre certe di conoscere ciò che sta per accadere, e persone ancora più certe del fatto che quella è l'unica cosa che possa succedere.
Di fronte a tutta questa irreale sicurezza io mi sento vulnerabile, non capisco e mi sento pieno di dubbi e bisognoso del sorriso di chi è vicino ai miei tentennamenti, di chi è dubbioso, insicuro, incerto, esitante, inconsapevole, forse un po' sempliciotto o sciocco come lo sono io, ma io, di questa mia sciocca semplicità, non riesco a vergognarmene.

Benedetto Tudino

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