Emma, "La sarta della Resistenza"

di Aldo Pirone

Giovedì scorso è morta una partigiana di 108 anni: Emma Fighetti. Era soprannominata "la sarta della Resistenza" perché il suo laboratorio a Milano era diventato una base per le attività clandestine contro i nazifascisti.

Nel 2016 in occasione del 71esimo anniversario della Liberazione, il Ministero della Difesa la decorò medaglia e il diploma di partigiana. Raccontò in varie interviste "Preparavo la colla con acqua e farinae la distribuivo ai ragazzini che dovevano affiggere sui muri i volantini contro i fascisti. In tanti sono sfuggiti alla cattura passando attraverso il solaio di casa mia. Erano giovani che non volevano essere reclutati nell'esercito o partigiani braccati". Anche il marito, operaio, faceva parte della Resistenza ma "lui non sapeva cosa facevo io e viceversa, così doveva essere". Nel suo laboratorio oltre a nascondere armi e fogli di propaganda antifascista, si cuciva per i partigiani, spesso utilizzando i ritagli di stoffa pregiata dei vestiti delle mogli dei gerarchi fascisti. Emma e le altre donne del suo laboratorio fecero anche le staffette, portando materiale, armi e vettovaglie ai partigiani delle brigate in montagna. Dopo la Liberazione parlò alla folla del quartiere milanese di Baggio dalla Casa del popolo e capeggiò un corteo di donne in bicicletta fasciata da una bandiera rossa fatta con pezzi di fodera del laboratorio di sartoria.Nel 2016, a 105 anni, quando le furono dati medaglia e diploma partigiani, accennò a qualche passo di danza e intonò "Bella ciao".

E così a me piace ricordarla.